Iscrizioni scolastiche: all’arrembaggio!

Iscrizioni scolastiche: all’arrembaggio!

Rieccomi quì! E’ da un po’ che non scrivo sul blog e vi assicuro che quasi non ci ho dormito la notte, ma ho dovuto dedicarmi alla progettazione e produzione delle mie creazioni, in vista dell’apertura del mio primo personalissimo shop, proprio quì sul blog…e come ben sapete, con i marmocchi intorno il tempo a disposizione per noi è sempre troppo poco, e bisogna fare una scelta, una cosa per volta. Bene, lo shop , e annessi e connessi, è stato il progetto a cui mi sono dedicata negli ultimi mesi, e che vi presenterò spero a breve.

Oggi però voglio raccontarvi di un argomento che interessa sicuramente a tante mamme, e nello specifico a quelle che, come me, devono iscrivere i propri pargoli a scuola: io addirittura mi trovo di fronte a due scelte distinte, la scuola materna per Lorenzo, e la scuola media (mamma mia!) per Andrea! Magari, sì, la scuola materna non è una scelta tanto difficile, forse il fattore più importante è quello della vicinanza della scuola a casa, o alla sede di lavoro ecc. Aggiungiamoci pure il fattore della salubrità dell’ambiente, ma per il resto si va tranquilli. Dalle elementari in poi, mi rendo conto che il discorso cambia, si comincia ad imparare e a studiare sul serio, quindi la scelta dell’offerta didattica è molto importante, a cominciare dagli insegnanti.

Credo che proprio alle elementari, ancor più che alle medie, la figura dell’insegnante debba essere positiva, perché trasmetterà o meno, per sempre, l’amore per la conoscenza e l’interesse per la scuola.

Troppe volte ho sentito genitori elogiare insegnanti esigenti, insegnanti senza un briciolo d’attenzione all’aspetto umano nel rapporto tra docente e alunno, sostenendo che a “scuola si va per studiare”: ebbene, io sono in totale disaccordo su questo punto, perché credo che caricare di lavoro, in modo freddo e impersonale, un bambino sia a scuola che a casa, sia davvero inefficace, oltre che controproducente. Io sogno una scuola capace di catturare continuamente l’interesse degli alunni, che spinga alla scoperta, al dialogo, alla cultura a tutto tondo…utopia? Ma speriamo di no, speriamo che i modelli nord-europei ci invadano al più presto!

Tornando a noi, come muoversi allora in questa giungla di scuole, sezioni, docenti? In questi giorni “ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”: genitori che fanno la nottata davanti alle porte della scuola per contendersi la precedenza nella fila in segreteria ed accaparrarsi il posto nella sezione più “IN”; genitori che rispolverano conoscenze di conoscenze di conoscenze, per poter iscrivere il proprio figliolo proprio in quella scuola, dove insegna proprio quella prof. che è la nipote del cugino del marito del collega del vicino di casa! Ma siamo matti??

Vi do io due consigli, da esseri umani pensanti,

  1. Andare ai famosi OPEN DAY che ogni scuola organizza proprio per mostrare la propria offerta formativa: quì si ha la possibilità innanzitutto di respirare “l’aria che tira”, di incontrare gli insegnanti, il preside, gli addetti ai lavori. Di osservare le aule, i laboratori, la palestra (se c’è), i servizi igienici. E soprattutto, si ha la possibilità di osservare gli alunni, il che ci riporta al consiglio numero 2…
  2. Parlare con gli alunni: loro e soltanto loro ti diranno le cose come stanno, se si trovano bene in quella scuola, se gli insegnanti fanno il loro dovere e come lo fanno, se sono soddisfatti ecc. A differenza dei docenti che, comprensibilmente, durante l’Open day un po’ di propaganda la devono pur fare, gli alunni sono onesti e obiettivi.

Ecco, secondo me questo è sufficiente per prendere una decisione con serenità. Agli Open day io ci ho portato anche Andrea, perché potesse vedere con i suoi occhi questa nuova realtà, e tra i vari incontri ci siamo soffermati a parlare con una professoressa che riveste anche il ruolo di tutor della scuola e che ad un certo punto ci ha detto:

“per noi l’obiettivo fondamentale è che i ragazzi vengano a scuola contenti, se non avviene questo la scuola non ha senso, e ha fallito”

Una frase. A volte una frase ha il potere e la forza più di mille ragionamenti, opinioni, domande, risposte.

In quel momento, abbiamo preso la nostra decisione.

Ciao, al prossimo clik!

 

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